Il private wealth come motore di crescita dei mercati privati

ROYC è un'azienda leader nel settore della tecnologia finanziaria B2B che fornisce un sistema operativo completo per i mercati privati, consentendo a società di private equity, banche, gestori patrimoniali e Multi Family office di accedere, distribuire e gestire senza problemi i private investment su larga scala. Con l'espansione dei private market, le istituzioni finanziarie richiedono soluzioni scalabili e basate sulla tecnologia per gestire la complessità, ottimizzare le operazioni dei fondi e offrire esperienze eccezionali ai clienti. ROYC combina tecnologie all'avanguardia per i private market con servizi di strutturazione e investimento di fondi personalizzati. La piattaforma intuitiva e scalabile sostituisce i processi manuali con l'automazione e l'accesso ai dati in tempo reale, trasformando il modo in cui gli investimenti nei private market vengono gestiti durante l'intero ciclo di vita del fondo.

Gli investitori privati stanno già svolgendo un ruolo importante nella raccolta di capitali nei private market. Per intercettare il canale del private wealth ed essere protagonisti della prossima fase di crescita dell’industria, occorre un’infrastruttura legale, tecnologica e di structuring adeguata. Banche e Family office sono chiamati a svolgere il ruolo di intermediari tra fondi e investitori che hanno obiettivi diversi rispetto agli istituzionali: non ragionano in termini di capital call o di vintage year, ma di obiettivi e risultati, aspettandosi un’esperienza digitale fluida, reporting integrato e ticket realistici. Questo è il ragionamento di Mathias Leijon, Founder & President, e Octavian Popescu, Founder & CEO di ROYC, giovane società che si propone come “sistema operativo” per i private market, offrendo strutturazione e architettura di fondi, investment solutions e operatività digitale.

In Europa, il private equity sta vivendo un momento di difficoltà, con deal ed exit più complessi a causa di un contesto incerto, e di conseguenza gli investitori hanno rallentato la messa in opera di nuovi investimenti. Questa situazione potrebbe cambiare nei prossimi mesi?

Popescu: Il mercato non è rotto, si sta semplicemente riprezzando. Siamo passati da un’incertezza ingestibile a una complessità modellabile. La leva è più costosa, le valutazioni si normalizzano e i venditori si adattano al nuovo costo del capitale. È scomodo, ma sano. La vera trasformazione riguarda chi investe e attraverso quali canali: i flussi istituzionali rallentano, mentre il capitale private wealth cresce, cercando infrastrutture regolamentate per accedere ai mercati privati tramite le relazioni bancarie e consulenze esistenti. Non è un rimbalzo dei volumi, ma una ricostruzione della distribuzione: da pochi grandi LP a migliaia di investitori più piccoli, gestiti in modo digitale. Chi oggi investe in infrastruttura legale, di structuring e tecnologica controllerà la prossima fase di crescita.

I mercati secondari stanno diventando sempre più una valvola di sfogo per i GP che vogliono vendere asset per generare liquidità. Vedete opportunità nel mercato dei secondaries?

Popescu: I secondari sono passati da nicchia a sistema circolatorio della liquidità, offrendo price discovery, riequilibrio dei portafogli e diversificazione di vintage. L’opportunità è istituzionalizzare l’accesso dei privati ai secondari: processi trasparenti, governance chiara e strutture integrate nei portafogli di wealth, non operazioni spot. Le transazioni LP-led offrono ingressi interessanti; le GP-led funzionano solo con un’economia equilibrata e conflitti ben gestiti. Il rischio è usarli come scorciatoia di liquidità invece che come strumento strategico. Con veicoli regolamentati e reporting solido, si può offrire ai clienti private un’esposizione di standard istituzionale, senza perdere qualità o controllo.

Parallelamente, sta emergendo sempre più il trend di prodotti semiliquidi ed evergreen, visti dai Limited Partner come veicoli più flessibili, che permettono anche di bilanciare l’esposizione ai private market. Cosa ne pensate?

Leijon: Questi veicoli rispondono a una domanda comportamentale: “Come accedere ai private market senza vincolarsi per dieci anni?”. Permettono di costruire un’esposizione graduale, reinvestire automaticamente i proventi e gestire l’allocazione con flessibilità. Funzionano solo se la liquidità è ingegnerizzata, non promessa: termini di rimborso coerenti con gli asset, pricing indipendente e gestione disciplinata. In tal caso, colmano il divario tra la liquidità giornaliera e la natura illiquida dei mercati privati. Per i consulenti, la svolta è passare da raccolte periodiche ad accesso continuo, tramite architetture digitali e regolamentate. Gli evergreen diventano così un pilastro della distribuzione moderna nei mercati privati.

Qual è la vostra view per quanto riguarda private credit e infrastrutture?

Leijon: Il private credit è passato da nicchia a componente core per generare reddito. In un contesto di banche più selettive, offre rendimenti visibili e protezione al ribasso. Le infrastrutture, al contrario, offrono durata lunga, protezione dall’inflazione e legame con l’economia reale. Nei portafogli di private wealth, combinare credito (stabilità e flussi) e infrastrutture (compounding e diversificazione) crea equilibrio. L’innovazione non è inventare nuovi prodotti, ma impacchettare strategie note in modo efficiente, su piattaforme che standardizzino onboarding, capital call e reporting.

L’aspettativa degli ultimi anni è che gli investitori privati giocheranno un ruolo sempre più importante nell’ambito dei private market. Condividete questa visione? Quali segmenti di investitori saranno più interessati?

Popescu: Assolutamente, e sta già accadendo. Il private wealth è il prossimo pilastro istituzionale. Banche e Family office devono offrire accesso a private equity, credito, infrastrutture e secondari come parte integrante del servizio. Ma i clienti privati non ragionano in termini di vintage o capital call: pensano a obiettivi e risultati, e si aspettano un’esperienza digitale fluida, reporting integrato e ticket realistici. Il mercato evolve da singole sottoscrizioni a veri programmi di private market nei portafogli. Questo richiede rigore istituzionale (structuring, compliance, dati) e customer experience adatte ai canali di private banking. Il vantaggio competitivo sarà saperlo scalare.

Nella vostra visione, quali sono i principali limiti e difficoltà che incontra un investitore privato (che sia un Family office o un cliente private supportato da wealth advisor/private banking) nell’accedere ai fondi di private market?

Leijon: Le barriere sono pratiche, non di volontà. I cinque ostacoli ricorrenti sono:

  • Accesso e minimi: ticket istituzionali troppo alti per i singoli investitori.
  • Friction operativa: onboarding e capital call gestiti manualmente via email e PDF.
  • Tempi stretti: finestre di sottoscrizione troppo brevi per coordinare clienti e firme.
  • Costruzione del portafoglio: serve coerenza strategica, non una collezione casuale di fondi.
  • Customer experience: dieci portali diversi con dati incoerenti non sono più accettabili.

Queste inefficienze spiegano la sottoallocazione. La soluzione non è “più prodotto”, ma un’infrastruttura che renda l’intento investibile.

Quali soluzioni offrite per risolvere queste sfide?

Popescu: Non serve un altro marketplace, ma un vero operating system per i mercati privati: un’infrastruttura unica che colleghi i GP ai canali di private wealth, operando sotto i brand dei partner. Offriamo tre pilastri:

  • Structuring e architettura dei fondi: feeder, evergreen e master fund regolamentati che aggregano piccoli ticket in allocazioni istituzionali, rispettando la normativa europea;
  • Investment solutions curate: portafogli bilanciati in private equity (PE), credito, secondari e real asset, costruiti per rischio e liquidità, non per moda di prodotto;
  • Operatività digitale end to end: piattaforma integrata per onboarding, KYC/AML, sottoscrizioni, capital call, distribuzioni e reporting, tutto white label.

Con questa infrastruttura, il private wealth diventa un canale scalabile e sostenibile; i GP accedono a una base LP diversificata. ROYC fornisce la tecnologia e lo structuring, mentre i partner mantengono la relazione e il valore con i propri clienti.